Blog

Al termine dello switch-off, lo spegnimento delle frequenze televisive analogiche, decine di tv locali chiudono i battenti, strozzate dai grandi gruppi. 
 
Nessuna rivoluzione democratica nel passaggio al digitale terrestre architettato da Silvio Berlusconi insieme all'ex ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri. 
La legge che ha riformato il mercato televisivo, moltiplicando a dismisura l'offerta di canali, ha letteralmente sradicato decine di piccole antenne che diffondevano informazione locale, voci e costumi della provincia italiana.
 
L'ultimo a spegnere gli impianti sarà il Gruppo Profit di Raimondo Lagostena Bassi, proprietario del marchio Telereporter, presente nei principali centri italiani, a capo di realtà storiche come la syndication nazionale Odeon, cui si aggiungono Telecampione, TeleGenova, TeleLiguria, Canale10 Firenze, Arezzo Tv e altre testate cedute nel corso degli ultimi anni. 
 
Le motivazioni principali della smobilitazione: calo di ascolti e di pubblicità per l'eccessiva frammentazione del mercato, l'onere degli investimenti per le nuove tecnologie, la difficoltà di accesso al credito. Al termine di questa agonia, sul campo rimarranno 250 dipendenti, mentre l'editore potrà godersi la fine delle trasmissioni con i 22 milioni di euro che ricaverà dalla vendita delle frequenze a Mediaset e i 3 milioni di euro di rimborsi ancora garantiti dalla legge per l'editoria. 
 
L'idea - a Catania - fa gola anche a Mario Ciancio Sanfilippo, re incontrastato dell'emittenza siciliana. Il tasto rosso del telecomando potrebbe metter fine all'esperienza professionale di decine di tecnici e giornalisti impiegati a Telecolor, Antenna Sicilia e Video3.
 
Tutti avvisati: la prossima volta che sentirete parlare di DAB, di radio digitale, di settore radiofonico maturo per un prodigioso (e tecnologico) salto in avanti, sarà per consegnare le vostre orecchie a pochi ricchi e avidi editori.
A farne le spese decine di piccole emittenti che ogni giorno seguono la vostra squadra del cuore che milita in Serie Q, che tengono d'occhio i vostri consiglieri comunali, che vigilano affinché sulla spiaggia dietro casa vostra non venga costruito un enorme resort o un apparentemente innocuo caseificio che tra 5 anni cambierà destinazione d'uso.
 
Come dice Giacomo Di Girolamo, (twitter: @il_volatore) direttore di Rmc101, la radio più seguita in provincia di Trapani, abbiamo bisogno di giornalismo residente, non solo resistente.
 
Fonte: davidecolella.net